Le ultime rovine
Agli estremi delle Balze
















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Trova una guida turistica ↗Badia Camaldolese
Con pioggia leggera si può fare, ma l’esperienza cambia.
Richiede solo una camminata leggera, senza particolare impegno.
Accessibilità limitata: meglio prevedere qualche difficoltà nel percorso.
Con il cane è una tappa ideale: facile da vivere e molto adatta agli animali.
Altissimo potenziale fotografico: è una delle tappe più scenografiche dell’itinerario.
Con bambini è una buona scelta: tappa piacevole e abbastanza facile da seguire.
Vista esterna: Vale la visita anche solo dall’esterno.
Un complesso da visitare
La chiesa e il monastero dei camaldolesi
La chiesa della Badia era divisa in tre navate e sul fondo vi era un abside coperto da una semi cupola; la copertura era a capriate e piccole finestre disposte lungo le pareti. Si conserva ancora oggi la torre campanaria, costituita da una torre a base quadrangolare la cui struttura risale al Duecento, che è la parte più antica di tutto il complesso monumentale.
Entrando dall’ingresso principale del monastero si accede al chiostro, recentemente reso praticabile, circondato sui quattro lati da un porticato coperto da volte a crociera e pavimentato in cotto. Dal chiostro si accedeva alla chiesa e al refettorio, ancora oggi decorato dagli affreschi, recentemente restaurati, dipinti da Donato Mascagni con le “Storie di San Giusto e Clemente”, patroni della città di Volterra e titolari della Badia. Al centro del soffitto è dipinto un affresco con la Madonna con il Bambino opera di Baldassarre Franceschini.
La Badia è stata parzialmente restaurata e aperta alla visita grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.




