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Le ultime rovine

Agli estremi delle Balze

All’estremità settentrionale della città la massa imponente della Badia di San Giusto sembra quasi affacciarsi sullo strapiombo delle Balze. Il monastero venne donato per volere del vescovo di Volterra Gunfredo nell’anno Mille; l’edificio con tutte le sue proprietà venne poi affidato alla cura dei benedettini, i quali nel corso del XIII secolo furono sostituiti dai monaci camaldolesi. Nei primi anni del Seicento iniziò la frana delle Balze, che nei secoli successivi arrivò a minacciare da vicino anche la Badia. Poi nei primi anni dell’Ottocento il monastero fu soppresso temporaneamente dal governo di occupazione francese, ma quando i camaldolesi poterono tornarvi, pochi anni dopo abbandonarono definitivamente l’edificio, per paura delle Balze.

Il monastero è oggi un’unica struttura divisa in due parti ben distinte: la chiesa, pressochè distrutta, di cui rimangono solo scarsi resti dei muri perimetrali che conservano ancora la struttura di età romanica, e l’edificio residenziale, con il chiostro, il refettorio ed i quartieri dei monaci, che invece hanno un aspetto più moderno dovuto alla ricostruzione voluta dall’abate Mario Maffei nel Cinquecento.

Un complesso da visitare

La chiesa e il monastero dei camaldolesi

La chiesa della Badia era divisa in tre navate e sul fondo vi era un abside coperto da una semi cupola; la copertura era a capriate e piccole finestre disposte lungo le pareti. Si conserva ancora oggi la torre campanaria, costituita da una torre a base quadrangolare la cui struttura risale al Duecento, che è la parte più antica di tutto il complesso monumentale.

Entrando dall’ingresso principale del monastero si accede al chiostro, recentemente reso praticabile, circondato sui quattro lati da un porticato coperto da volte a crociera e pavimentato in cotto. Dal chiostro si accedeva alla chiesa e al refettorio, ancora oggi decorato dagli affreschi, recentemente restaurati, dipinti da Donato Mascagni con le “Storie di San Giusto e Clemente”, patroni della città di Volterra e titolari della Badia. Al centro del soffitto è dipinto un affresco con la Madonna con il Bambino opera di Baldassarre Franceschini.

La Badia è stata parzialmente restaurata e aperta alla visita grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.

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