Una chiesa antichissima
Il primo sepolcro di Ottaviano
Sulla strada che porta a La Nera si incontra la cappella di Sant’Ottaviano, unica chiesa della zona che ancora resiste ai secoli. La cappella sorge in una prominenza ghiaiosa, in un paesaggio desertico, caratterizzato dalle crete. Rovinata dalle numerose guerre combattute tra Volterra e San Gimignano e più volte restaurata, la chiesa, ad una sola navata, è un semplice edificio a pianta rettangolare e reca evidenti le tracce di ampliamento e di rialzamento, avvenuti in epoca imprecisata.
In facciata, dove l’arco del portale romanico si conclude con una ghiera composta di un cordone a sezione semicircolare, è inserita una fascia che reca graffita un’iscrizione non ancora interpretata. Il busto di sant’Ottaviano, un tempo era collocato sopra l’architrave del portale e sotto la bifora architravata, ma oggi è stato trasferito sull’altare, all’interno della chiesa. Questo presenta evidenti tracce di logoramento, dovute alla prolungata esposizione agli agenti atmosferici.
Un campanile a vela poggia sul lato destro della facciata.


Per questa tappa puoi richiedere una guida turistica della zona.
Trova una guida turistica ↗Chiesa di Sant'Ottaviano in Collina
La visita resta piacevole anche con meteo incerto.
Tappa molto semplice, adatta anche a una visita rilassata.
Accessibilità limitata: meglio prevedere qualche difficoltà nel percorso.
Con il cane è una tappa ideale: facile da vivere e molto adatta agli animali.
Molto suggestiva: vale la pena fermarsi anche per fotografarla con calma.
Con bambini è abbastanza adatta: meglio viverla con tempi tranquilli.
Vista esterna: Vale una sosta breve.
Un santo eremita
Il culto di Sant’Ottaviano
Partito dall’Africa e approdato nell’antico porto di Populonia insieme a Regolo, Cerbone, Giusto e Clemente, nel VI secolo d.C. Ottaviano proseguì il cammino fino a Volterra, con i suoi due compagni Giusto e Clemente. Mentre Giusto divenne vescovo di Volterra e Clemente, suo fratello, sacerdote, Ottaviano scelse la vita eremitica, rifugiandosi in queste zone, nelle foreste vicino Volterra. Il suo rifugio fu il cavo di un secolare olmo. Un giorno una muta di cani si fermò davanti all’albero e il cacciatore trovò Ottaviano morto in ginocchio dentro l’olmo. La notizia suscitò grande sgomento tra i cittadini ed ecco che, con l’intento di custodire il suo corpo, fu costruita la piccola chiesa detta poi di Sant’Ottaviano in Collina: fu dedicata al suo culto e alla sua memoria. Per tre secoli le sue ossa rimasero qui, poi furono portate nella cattedrale di Volterra.
Adiacente alla chiesa si trova un’antica casa colonica e sotto il vescovado di Pietro I vi veniva istituito un mercato annuale che, in età medievale, favorito dalla strada di collegamento tra Volterra, la Val d’Era e la Valle dell’Arno, divenne luogo importantissimo di incontri e scambi.
