Gioelli preservati

Un’opera cinquecentesca in giardino naturale

Lungo le mura che guardano verso il mare si apre la cinquecentesca porta San Felice, dentro la quale, volgendo lo sguardo sulla sinistra, si può ammirare un suggestivo scorcio sull’omonima fonte.

Si trova in una piccola valle naturale che si apre in direzione sud. Si tratta di una fontana monumentale costituita da un bacino protetto tramite una copertura sorretta da due archi in pietra, le pareti laterali e di fondo sono in muratura con paramento a blocchi. La fonte è alimentata da una unica bocca, posta nel centro della parete di fondo, a cui fanno però capo più condotti. Uno dei condotti di alimentazione della fonte medievale potrebbe essere stato scavato in epoca etrusca, mentre un altro si collega con un condotto di epoca romana. Nella facciata esterna della fonte, sopra il pilastro centrale è conservata un’epigrafe che attesta la costruzione del porticato attuale; in base ad essa questi lavori sono stati compiuti nel Trecento da Chelino Ducci Tancredi per ordine dei balitori della contrada di Santo Stefano.

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Coordinate e carattere del luogo
IndirizzoVia S. Felice
Lat43.403111
Long10.855872
Iconicità3/5Importante
Scoperta3/5Mediamente noto
Medievale

Fonti San Felice

15 min0 €Esterno
VolterraCentro
Sempre Aperto
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Moderata

Con pioggia leggera si può fare, ma l’esperienza cambia.

Fatica della visitaPasseggiata leggera

Richiede solo una camminata leggera, senza particolare impegno.

Accessibilità limitata: meglio prevedere qualche difficoltà nel percorso.

Con il cane è una tappa ideale: facile da vivere e molto adatta agli animali.

Altissimo potenziale fotografico: è una delle tappe più scenografiche dell’itinerario.

Con bambini è una buona scelta: tappa piacevole e abbastanza facile da seguire.

Vista esterna: Vale la visita anche solo dall’esterno.

La più bella delle fonti

Una fonte tra le strutture idrauliche romane

Al di sopra dell’epigrafe sono murate sei palle di pietra in riferimento allo stemma della famiglia Medici, non sappiamo quando furono collocate in quel punto, sicuramente in occasione di qualche lavoro effettuato alla fonte.

Vicino alla porta nelle mura medievali vi sono pure alcuni blocchi squadrati che facevano parte della cinta muraria etrusca e, inglobata in questa struttura, una porzione di cloaca per il drenaggio delle acque, che attraversava le mura proprio in questo punto. Altre strutture idrauliche che si trovano di fronte alle fonti medievali indicano come questa sorgente fosse sfruttata anche in epoca romana. Da qui partiva una conduttura che riforniva una cisterna che serviva da riserva d’acqua per un impianto termale posto più in basso; seguendo il sentiero che parte dalla postierla medievale troviamo prima la cisterna, trasformata oggi in magazzino per attrezzi agricoli, e poi le terme romane di San Felice. Uno scorcio assolutamente da vedere.

In territorio di Contrada

Contrada Santa Maria

Questo punto di interesse fa parte della Contrada di Santa Maria. Oggi Contrada di Santa Maria conserva nel suo tessuto urbano l’eredità di quell’antico Borgo Santa Maria che nacque all’ombra del potere episcopale volterrano. Le vie come Ricciarelli, San Lino e Mandorlo mantengono ancora la struttura originaria che si formò tra XIII e XIV secolo, quando le case si espansero attorno al convento francescano e all’area del Mandorlo. La presenza della chiesa di San Francesco continua a essere un riferimento identitario, richiamando il tempo in cui il convento era il più grande della città. Nella vita di contrada, i colori bianco e azzurro evocano il legame storico con il culto mariano, risalente alla simbologia medievale.

Questo territorio, che nel 1992 ha inglobato parti di Piazza e Fornelli, ha sotto di se gran parte del centro storico, ma oggi essendo per lo più di vocazione turistica, la zona non è così popolata come un tempo; si sono preferite zone più moderne, ma chi ancora la abita vive in una impareggiabile estetica, tra mura e scorci suggestivi che furono difesi nei secoli.

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