In fondo Via Ricciarelli

L’oratorio della Famiglia Arrighi

Prima della costruzione dell’oratorio nello stesso punto si trovava una loggia che serviva a riparare le guardie notturne che vigilavano sulla città. L’oratorio fu costruito dalla famiglia Arrighi, che aveva, nel Cinquecento, la propria abitazione nell’edificio attiguo. Oggi si conserva la struttura del Seicento; ad una sola sala, è interamente realizzato a mattoni a faccia vista, senza intonaco. Sul fianco sinistro vi era un’apertura secondaria coperta da un arco in cotto; il campanile è a vela ed è costruito sul lato destro, quello che dà verso Via Franceschini. Sopra il portale si apre una lunetta semicircolare, fra la lunetta ed il timpano c’è una nicchia a forma ellissoidale che racchiude l’effigie di S. Cristoforo; in origine era stata dipinta con una scena di presepe da Giuseppe Arrighi.

Lo stesso Arrighi dipinse l’interno della cappella con scene della vita di San Giuseppe, non conservatesi perché la volta crollò agli inizi del Settecento. Al suo interno si trova un affresco cinquecentesco in cattive condizioni raffigurante la Madonna del pittore Vincenzo Tamagni.

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Coordinate e carattere del luogo
IndirizzoPiazzetta S. Cristoforo
Lat43.402877
Long10.857518
Iconicità2/5Interessante
Scoperta5/5Gemma nascosta
Moderno

Oratorio San Cristoforo

5 min0 €Interno
VolterraCentro
Orari Regolari
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Quasi nulla

La visita resta piacevole anche con meteo incerto.

Fatica della visitaNessuna fatica

Tappa molto semplice, adatta anche a una visita rilassata.

Accessibilità limitata: meglio prevedere qualche difficoltà nel percorso.

Con il cane questa tappa è poco consigliata: meglio valutarla solo dall’esterno o scegliere un’alternativa più comoda.

Buon potenziale fotografico: adatta per qualche bella foto ricordo.

Con bambini è abbastanza adatta: meglio viverla con tempi tranquilli.

Vista esterna: Esterno discreto.

Leggende

La chiesa che ha il potere di arrestare le Balze

I miti nascono da sempre per esorcizzare le paure e chiedere l’aiuto divino contro i pericoli. Le Balze volterrane, nell’immaginario collettivo, rappresentano un luogo di morte. Sono, infatti, legate alla superstizione e alle molte leggende della tradizione della città. Questi racconti sono condizionati soprattutto dall’erosione costante che, nel corso dei secoli, ha travolto nella voragine mura etrusche, tombe antiche e abitazioni.

Proprio per questo, si dice che si volle edificare una chiesa che avesse il potere di arrestare per sempre il fenomeno geologico e salvare la città. Questo compito salvifico fu affidato alla chiesa di San Cristoforo che si trova tra via Ricciarelli e via Franceschini, quasi fosse posta a difesa della piazza dei Priori e, quindi, del cuore stesso della città.

Quasi a contraddire l’importanza della funzione che il popolo le ha attribuito, l’edificio religioso è estremamente semplice ed essenziale. La sua dimensione architettonica e la sua linearità, infatti, non farebbero mai sospettare un ruolo così importante.

In territorio di Contrada

Contrada Santa Maria

Questo punto di interesse fa parte della Contrada di Santa Maria. Oggi Contrada di Santa Maria conserva nel suo tessuto urbano l’eredità di quell’antico Borgo Santa Maria che nacque all’ombra del potere episcopale volterrano. Le vie come Ricciarelli, San Lino e Mandorlo mantengono ancora la struttura originaria che si formò tra XIII e XIV secolo, quando le case si espansero attorno al convento francescano e all’area del Mandorlo. La presenza della chiesa di San Francesco continua a essere un riferimento identitario, richiamando il tempo in cui il convento era il più grande della città. Nella vita di contrada, i colori bianco e azzurro evocano il legame storico con il culto mariano, risalente alla simbologia medievale.

Questo territorio, che nel 1992 ha inglobato parti di Piazza e Fornelli, ha sotto di se gran parte del centro storico, ma oggi essendo per lo più di vocazione turistica, la zona non è così popolata come un tempo; si sono preferite zone più moderne, ma chi ancora la abita vive in una impareggiabile estetica, tra mura e scorci suggestivi che furono difesi nei secoli.

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