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Scorci caratteristici

Un giardino nascosto e silenzioso

È una piazza, non lastricata, compresa fra Via San Lino, Via di San Felice e le fonti omonime. Questo angolo nascosto, è con il tempo diventato un piccolo cortile a cielo aperto e vi si accede solo da Vicolo Campani o da Via Ripetta. Una panchina al centro, sotto l’unico albero, invita alla sosta. Da qui puoi osservare la zona di San Felice, con le sue fonti e le mura maestose.

Il nome deriverebbe dalla presenza di sepolture o dalla presenza in questa zona di conce per la pelle. Infatti, nei pressi della fonte di San Felice è collocabile il toponimo medievale Piscinale, termine che corrisponderebbe ad una vasca usata soprattutto per immergervi le pelli da conciare; il forte odore che provoca questo tipo di lavorazione potrebbe essere quindi all’origine del nome dato alla piazza. Il suo lato Nord è completamente occupato dalla parete posteriore del Palazzo Campani, che ha la sua facciata principale in Via San Lino. Degli altri lati solo quello Est è occupato da edifici, tutte facciate posteriori di abitazioni con affaccio su Via San Felice.

In ricordo di questa piazzetta, una storia di vita vissuta in Piazza degli Avelli

BIBLIOGRAFIA
A. FURIESI, Borgo San Giusto, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio: strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, Pacini, 1997, p. 358
M. BATTISTINI, Volterra illustrata. Porte, Fonti, Piazze, Strade, Volterra, Carnieri, 1921, p. 27;
P. FERRINl, Volterra di strada in strada, Studio Tecnico 2G, 1983, p. 57;
E. FIUMI, Appunti di toponomastica volterrana, in “Studi Etruschi”, XVIII, 1944, pp. 371-382;
A. FURIESI, L’approvvigionamento idrico di Volterra nell’antichità e nel Medioevo, Tesi di laurea, Università di Pisa, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1994/95, pp. 168-169
B. TERTULLIANI, Piazza degli Avelli, in “Volterra”

In territorio di Contrada

Contrada Santa Maria

Questo punto di interesse fa parte della Contrada di Santa Maria. Oggi Contrada di Santa Maria conserva nel suo tessuto urbano l’eredità di quell’antico Borgo Santa Maria che nacque all’ombra del potere episcopale volterrano. Le vie come Ricciarelli, San Lino e Mandorlo mantengono ancora la struttura originaria che si formò tra XIII e XIV secolo, quando le case si espansero attorno al convento francescano e all’area del Mandorlo. La presenza della chiesa di San Francesco continua a essere un riferimento identitario, richiamando il tempo in cui il convento era il più grande della città. Nella vita di contrada, i colori bianco e azzurro evocano il legame storico con il culto mariano, risalente alla simbologia medievale.

Questo territorio, che nel 1992 ha inglobato parti di Piazza e Fornelli, ha sotto di se gran parte del centro storico, ma oggi essendo per lo più di vocazione turistica, la zona non è così popolata come un tempo; si sono preferite zone più moderne, ma chi ancora la abita vive in una impareggiabile estetica, tra mura e scorci suggestivi che furono difesi nei secoli.

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