Luoghi di culto sulla via pisana
La chiesa di Sant’Andrea Zoreardo
All’inizio del Novecento nel villaggio venne fondata una storica trattoria della tradizione volterrana. Fu aperta da un tale Cecchelli che aveva in affitto un ristorante a Firenze, in Via dei Panzani; questo signore decise di ritirarsi in campagna e scelse per questo scopo il borgo di Montebradoni dove aprì un altro esercizio. In breve divenne il luogo preferito dagli alabastrai volterrani che ne fecero un posto dove recarsi in tutte le occasioni per mangiare (e bere) bene. Tale tradizione rimase per circa 60 anni fino a quando il figlio chiuse l’attività nel 1970.
Nell’abitato moderno sono comprese due ville: la Bertini e la Fulceri, la prima è stata ricavata di recente unendo resti di fienili e di vecchie costruzioni, mentre la seconda è un edificio forse settecentesco. Nel borgo si trova anche la chiesa di Sant’Andrea Zoerardo, uno dei compagni di San Romualdo fondatore dei camaldolesi; fu costruita nel XV-XVI secolo ed ha pianta ad aula con tetto a capanna. La facciata è in cattivo stato di conservazione, nella parte superiore, al di sopra e ai lati della porta, vi sono tre aperture rotonde.
In territorio di Contrada
Contrada San Giusto
La Contrada di San Giusto, un tempo sviluppata attorno alla chiesa di San Giusto al Botro e al Piano della Guerruccia, oggi non esiste più nella sua forma originaria a causa delle frane che nei secoli hanno inghiottito l’antico borgo e le chiese storiche. Il territorio è stato ricollocato più in alto su Monte Alboino, dove sorge la moderna chiesa di San Giusto, e prende oggi il nome di Borgo San Giusto, comprendendo anche le zone un tempo note come Prato Marzio, Montebradoni e Val Guinizinga. Storicamente la contrada era attraversata dalla via per Pisa e comprendeva numerose abitazioni, torri private e fonti importanti, mentre le opere difensive erano costituite dalle mura etrusche e da alcune torri isolate, tra cui l’ultima rimasta, la Torricella.



