Necropoli
Due Ipogei in mostra
Buche etrusche
Le tombe più belle del territorio
Se vuoi visitare da dentro gli ipogei etruschi e toccare con mano questi luoghi antichissimi potresti visitare gli Ipogei del Portone. Utilizzate in particolare nel periodo ellenistico ed anche in epoca imperiale dal popolo Etrusco, i tre quarti delle urne in visione nel Museo Archeologico di Volterra provengono da questa necropoli.
Venendo da Volterra, l’ingresso al pianoro dove sono situate le due tombe è in prossimità dell’Agriturismo Villa Marmini, struttura ricettiva da prendere come punto di destinazione per una una eventuale ricerca online sulle coordinate GPS.
A ridosso della strada, sulla sinistra, è presente una scalinata; individuata è necessario parcheggiare sulla banchina della stessa strada, ma a sinistra. Le tombe generalmente sono illuminate, ma non sempre il servizio elettrico è erogato. Onde evitare spiacevoli soprese, portatati una torcia super luminosa.
Evita di toccare le pareti e i soffitti, preserva con buonsenso questi siti storici.
Altre due tombe
La necropoli di Ulimeto
Le tombe etrusche che sono state trovate nella necropoli degli Ulimeti sono meno riunite rispetto a quelle delle altre aree cimiteriali, ma di maggior grandezza. Gli ipogei più importanti sono quello della cosiddetta tomba Inghirami, perchè rinvenuto dalla famiglia possedente del terreno, e l’altro detto di Torricchi, perché rinvenuto nei pressi di quel podere.
Queste due tombe, ora vuote, sono rimaste pressoché intatte. La tomba di Torricchi si trova negli scantinati del padiglione Bianchi del complesso ospedaliero manicomiale e presenta due cellette laterali ed una terza sul fondo, unite alla grande camera rettangolare absidata che si trova al centro; tutti i vani sono muniti di letti funebri e dei consueti gradini per le urne. L’ipogeo Inghirami è di forma rotonda con un pilastro al centro, ricavato nella roccia. Sull’ampio gradino che gira intorno all’intero ipogeo erano collocate circa cinquanta urne. Tutto il materiale qui ritrovato fu ceduto al Museo Archeologico di Firenze, nel cui giardino fu ricostruita fedelmente l’intera tomba.
> Leggi, Le Tombe di Ulimeto
In territorio di Contrada
Contrada San Giusto
La Contrada di San Giusto, un tempo sviluppata attorno alla chiesa di San Giusto al Botro e al Piano della Guerruccia, oggi non esiste più nella sua forma originaria a causa delle frane che nei secoli hanno inghiottito l’antico borgo e le chiese storiche. Il territorio è stato ricollocato più in alto su Monte Alboino, dove sorge la moderna chiesa di San Giusto, e prende oggi il nome di Borgo San Giusto, comprendendo anche le zone un tempo note come Prato Marzio, Montebradoni e Val Guinizinga. Storicamente la contrada era attraversata dalla via per Pisa e comprendeva numerose abitazioni, torri private e fonti importanti, mentre le opere difensive erano costituite dalle mura etrusche e da alcune torri isolate, tra cui l’ultima rimasta, la Torricella.



