Via di Mandringa collega Borgo San Giusto con la Via Pisana.
Il toponimo è molto antico e deriva dall’esistenza di una fonte con questo nome posta proprio all’incrocio fra questa strada che proviene dal Borgo e la Strada Provinciale Pisano.
La fonte è sovrastata da un enorme masso, detto anch’esso di Mandringa. Tradizione vuole che fosse punto di incontro delle streghe volterrane e per i loro sabba.
Con questo nome veniva chiamata anche una porta aperta nelle mura etrusche che si trovava al termine di questa strada; si apriva in un tratto di mura etrusche oggi non più esistente ed era collocata nelle immediate vicinanze della fonte in modo da servire come rapido collegamento fra il borgo e la fonte stessa. Fu interessata da alcuni lavori compiuti dal comune nel 1292 e nel 1440.
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Il n. 3 è l’ingresso posteriore dell’abitazione di Via San Giusto 110-114, qui si vede bene la tecnica edilizia con cui in origine era realizzato l’intero edificio; si tratta di una muratura a filaretto con conci ben squadrati e sistemati a filari orizzontali. La costruzione va datata al Duecento, si conservano il pianterreno ed il primo piano, non si riconoscono aperture.