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L’ingresso dei Laberinti

Il vicolo degli abbandonati

Come una persona taciturna e riservata che se ne sta in disparte in mezzo alla folla, così, anche il Vicolo degli Abbandonati si trova nascosto e riparato, pur essendo nel centro di Volterra. Questo breve tratto, che fa da raccordo tra via Persio Flacco e via Lungo Le Mura, un tempo faceva parte dei dedali di viuzze che, da Porta all’Arco, si diramavano fino a Piazza dei Fornelli e che oggi ha, come strada principale, via dei Laberinti. Da qui si gode un bellissimo panorama.

In passato, il Vicolo degli Abbandonati era il luogo in cui si recavano coloro che non avevano una casa e avevano bisogno di aiuto. Raccolto e coperto da un’arcata sembra garantire, anche a livello architettonico, quella protezione necessaria a chi non aveva un rifugio.

Dalle scalette si accedeva all’ingresso di un centro di accoglienza per bisognosi, che aveva, come punto di riferimento, le suore vincenziane. Le religiose, della cui opera si avvaleva il vicino ospedale, erano, infatti, particolarmente sensibili alla condizione degli ammalati e degli emarginati.

In territorio di Contrada

Contrada Santa Maria

Questo punto di interesse fa parte della Contrada di Santa Maria. Oggi Contrada di Santa Maria conserva nel suo tessuto urbano l’eredità di quell’antico Borgo Santa Maria che nacque all’ombra del potere episcopale volterrano. Le vie come Ricciarelli, San Lino e Mandorlo mantengono ancora la struttura originaria che si formò tra XIII e XIV secolo, quando le case si espansero attorno al convento francescano e all’area del Mandorlo. La presenza della chiesa di San Francesco continua a essere un riferimento identitario, richiamando il tempo in cui il convento era il più grande della città. Nella vita di contrada, i colori bianco e azzurro evocano il legame storico con il culto mariano, risalente alla simbologia medievale.

Questo territorio, che nel 1992 ha inglobato parti di Piazza e Fornelli, ha sotto di se gran parte del centro storico, ma oggi essendo per lo più di vocazione turistica, la zona non è così popolata come un tempo; si sono preferite zone più moderne, ma chi ancora la abita vive in una impareggiabile estetica, tra mura e scorci suggestivi che furono difesi nei secoli.

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