L’ingresso dei Laberinti

Il vicolo degli abbandonati

Come una persona taciturna e riservata che se ne sta in disparte in mezzo alla folla, così, anche il Vicolo degli Abbandonati si trova nascosto e riparato, pur essendo nel centro di Volterra. Questo breve tratto, che fa da raccordo tra via Persio Flacco e via Lungo Le Mura, un tempo faceva parte dei dedali di viuzze che, da Porta all’Arco, si diramavano fino a Piazza dei Fornelli e che oggi ha, come strada principale, via dei Laberinti. Da qui si gode un bellissimo panorama.

In passato, il Vicolo degli Abbandonati era il luogo in cui si recavano coloro che non avevano una casa e avevano bisogno di aiuto. Raccolto e coperto da un’arcata sembra garantire, anche a livello architettonico, quella protezione necessaria a chi non aveva un rifugio.

Dalle scalette si accedeva all’ingresso di un centro di accoglienza per bisognosi, che aveva, come punto di riferimento, le suore vincenziane. Le religiose, della cui opera si avvaleva il vicino ospedale, erano, infatti, particolarmente sensibili alla condizione degli ammalati e degli emarginati.

Guide turistiche

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Coordinate e carattere del luogo
IndirizzoVicolo degli Abbandonati
Lat43.4014895
Long10.8578933
Iconicità2/5Interessante
Scoperta5/5Gemma nascosta
Contemporaneo

Vista del solitario

30 min0 €Esterno
VolterraCentro
Non Visitabile
Influenza della pioggia
💧💧💧💧💧
Molto alta

Con la pioggia rischia di perdere gran parte del suo valore.

Fatica della visitaNessuna fatica

Tappa molto semplice, adatta anche a una visita rilassata.

Buona accessibilità: tappa abbastanza comoda e semplice da gestire.

Con il cane è una tappa ideale: facile da vivere e molto adatta agli animali.

Altissimo potenziale fotografico: è una delle tappe più scenografiche dell’itinerario.

Perfetta per famiglie: tappa adatta, chiara e piacevole anche per i più piccoli.

Vista esterna: Vale la visita anche solo dall’esterno.

In territorio di Contrada

Contrada Santa Maria

Questo punto di interesse fa parte della Contrada di Santa Maria. Oggi Contrada di Santa Maria conserva nel suo tessuto urbano l’eredità di quell’antico Borgo Santa Maria che nacque all’ombra del potere episcopale volterrano. Le vie come Ricciarelli, San Lino e Mandorlo mantengono ancora la struttura originaria che si formò tra XIII e XIV secolo, quando le case si espansero attorno al convento francescano e all’area del Mandorlo. La presenza della chiesa di San Francesco continua a essere un riferimento identitario, richiamando il tempo in cui il convento era il più grande della città. Nella vita di contrada, i colori bianco e azzurro evocano il legame storico con il culto mariano, risalente alla simbologia medievale.

Questo territorio, che nel 1992 ha inglobato parti di Piazza e Fornelli, ha sotto di se gran parte del centro storico, ma oggi essendo per lo più di vocazione turistica, la zona non è così popolata come un tempo; si sono preferite zone più moderne, ma chi ancora la abita vive in una impareggiabile estetica, tra mura e scorci suggestivi che furono difesi nei secoli.

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