A Poggio Casalone
I resti di un antico castello
Tra le riserve presenti in Val di Cecina la Riserva Naturale di Monte Nero è la più piccola, ma non la meno importante. Ricoperta da verdi e ombrosi boschi a contrasto con gli aspri speroni di roccia che sbucano dai fianchi del monte, nasconde molti siti medievali. Su Poggio Casalone, ad esempio, c’era il castello! Oggi puoi vederne pochissimi resti, ma un tempo si innalzava a piccolo comune indipendente e si faceva chiamare con il nome di Castello della Nera, facendo riferimento proprio alla chiesa plebana sottostante della quale possiamo vedere dettagli più interessanti.
L’espansione territoriale del complesso della Nera fu arrestata dall’invadenza del comune di Monte Voltraio. Agli inizi del Duecento fu al centro di una contesa tra il vescovo e il Comune di Volterra e poco dopo fu conteso tra Sangimignano con il vescovo Pagano da una parte e il Comune di Volterra dall’altra. Poi venne richiesto in pegno ai volterrani dalla Signoria di Firenze e infine se ne ritornò in dominio dei volterrani, entrando a far parte della civitas.
Un bosco, una riserva naturale
Monte Nero
Fra Ulignano e La Nera si ergono il Monte Nero e il Monte Nerino, due colline delineate e solcate da profonde vallate scoscese. Esse fanno parte della Riserva Naturale di Monte Nero e, sebbene oggi le ritroviamo ricoperte da verdi e ombrosi boschi a contrasto con aspri speroni di roccia di gabbro e di serpentino, di colore tra il verde il nero e, in alcuni strati, rosso, nel Cinquecento si mostravano nude, prive di qualsiasi boscaglia.
Furono le frequenti operazioni di scavo a renderle spoglie: si effettuarono numerosi pozzi sondativi per sviluppare miniere, credutesi, d’oro. Magari si fosse trattato d’oro; in realtà la zona è una massa serpentinosa, caratterizzata da una sorta di minerale composto di terra, zolfo e sostanze metalliche che, per la loro lucentezza, hanno indotto molti a confonderlo con il più prezioso metallo.
Dopo aver rischiato per due volte di essere distrutto, in parte, anche per impiantarvi una cava di pietrisco sul versante della Strolla, Monte Nero oggi merita di essere ricordato per un meraviglioso percorso escursionistico ad anello. Una metà irripetibile per gli amanti delle scampagnate.
In territorio di Contrada
Contrada Sant’Agnolo
La Contrada di Sant’Agnolo, allora come ora, occupa un’ampia area densamente abitata, situata tra Porta a Selci, Piazza e Borgo Santa Maria, estendendosi oltre le mura medievali lungo l’antico asse viario che collegava Porta Fiorentina a Porta Diana. I suoi confini erano segnati dai botri di Docciola e di Broglio e dalle mura etrusche, e facevano capo all’allora Porta Sant’Agnolo, corrispondente all’attuale Porta Fiorentina. La contrada è ricca di luoghi storici ed è parte centrale per la movida volterrana. Le vie della contrada, un tempo denominate secondo le attività artigianali che vi si concentravano, testimoniano una vivace economia animata da maniscalchi, beccai, fornai, ceramisti e asinai, figure centrali per il trasporto delle merci volterrane. Oggi di bar, ristoranti, pizzicagnoli e negozi di vestiti.
Dal 1992 il territorio di Sant’Agnolo comprende anche una parte dell’antica Contrada di Castello, oggi caratterizzata dal grande Parco Enrico Fiumi e da un ampio territorio rurale che si estende verso il fiume Era, includendo località come Prato d’Era, Cozzano, Ulignano e Sensano.



