Anello di Montenero

Codice Esperienza ANELLONERA

MEZZA GIORNATA

Questo percorso ad anello si sviluppa per poco più di sette chilometri in un ambiente collinare vario e suggestivo, alternando tratti nel bosco a scorci aperti sul paesaggio circostante. Il tracciato presenta un dislivello significativo, con salite decise che conducono rapidamente verso quote più elevate, seguite da discese altrettanto marcate. Lungo il cammino si attraversano ambienti naturali diversi, tra sentieri ombreggiati, tratti più esposti e punti panoramici che permettono di apprezzare la morfologia del territorio.

Nonostante la lunghezza contenuta, il percorso richiede un buon livello di allenamento a causa della pendenza e della continuità dello sforzo, risultando adatto a escursionisti abituati a camminare su terreni irregolari o a praticanti di trail running e mountain bike. La natura ad anello consente di tornare al punto di partenza senza ripercorrere lo stesso tratto, rendendo l’itinerario particolarmente apprezzabile per una mezza giornata all’aria aperta, immersi nel silenzio e nei profumi della vegetazione locale

Informazioni sull’attività

Cancellazione gratuita
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Prenota ora e paga dopo
Pianifica in modo flessibile; prenota questa esperienza senza pagare oggi.

Durata 3 ore
9 :00 – 11 :00 – 14 :00 – 16 :00

Tipologia di percorso
Escursione ad anello su sentieri naturali con tratti in salita e discesa.

Guida
Italiano, Francese, Inglese

Audioguida
Non disponibile

Difficoltà
Medio-impegnativa; dislivello significativo su distanza contenuta (+559 m).

Disabilità
Percorso escursionistico su terreno irregolare, non adatto a carrozzine o a persone con mobilità ridotta.

Punto di incontro

Parcheggio presso l’ingresso della Riserva Naturale di Monte Nero, lungo la strada sterrata. La guida attenderà i partecipanti in prossimità della sbarra di accesso al sentiero.

Cosa è incluso

✔ Escursione guidata nella Riserva Naturale di Monte Nero

✔ Accompagnamento da guida qualificata

✔ Illustrazione naturalistica, storica e culturale

✔ Accesso ai principali punti di interesse lungo il percorso

✖ Servizi ristorativi

✖ Trasporti al punto di partenza o ritorno

Cosa Portare

Scarponcini o scarpe da trekking con buona suola

Abbigliamento a strati e giacca antipioggia leggera

Cappello e crema solare nei mesi caldi

Borraccia con acqua

Spuntino al sacco

Macchina fotografica o smartphone

Niente guida, faccio da me!

Escursione in autonomia

In generale, scegliere un’escursione con guida conviene quando vuoi trasformare una semplice camminata in un’esperienza più “piena”. Da solo puoi seguire un tracciato e arrivare alla meta, ma spesso ti perdi il contesto: perché quel paesaggio è così, cosa stai guardando davvero, quali dettagli meritano attenzione, quali storie e tracce del passato sono lì ma invisibili a chi non le conosce.

Se comunque preferisci vivere l’esperienza in totale libertà, puoi percorrere l’Anello della Nera anche senza guida, seguendo i segnavia bianco-rossi e le indicazioni presenti all’interno della Riserva Naturale di Monte Nero. Il tracciato è ben definito ma richiede attenzione e un minimo di esperienza escursionistica, soprattutto nei tratti più ripidi e nelle zone rocciose. Si consiglia di partire con equipaggiamento adeguato, scorta d’acqua e calzature da trekking.

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Una guglia a memoria della pandemia

Dente di Montenero

Sul Dente di Montenero, affilata guglia di roccia sospesa tra cielo e vallate, nel 2020 è stata innalzata una croce in memoria delle vittime della pandemia di Covid-19 e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nell’assistenza ai malati. Il luogo, già di per sé carico di suggestione, è diventato così uno spazio di raccoglimento e memoria collettiva. Qui il silenzio è totale, quasi tangibile, interrotto solo dal vento che risale dai versanti boscosi sottostanti. Lo sguardo può spaziare senza ostacoli per chilometri, abbracciando un paesaggio vastissimo e selvaggio che si perde all’orizzonte. Raggiungere la sommità è relativamente semplice per chi è abituato ai sentieri, ma richiede prudenza assoluta negli ultimi metri. Non vi sono infatti parapetti né protezioni, e il vuoto che si apre su entrambi i lati precipita in profondi botri dove una caduta sarebbe inevitabilmente fatale.

Proprio questa combinazione di bellezza e rischio rende l’esperienza intensa e memorabile. Molti volterrani considerano il Dente di Montenero una meta simbolica, da visitare almeno una volta all’anno. In particolare durante le cosiddette “feste rosse” di primavera, quando la natura si risveglia e i pendii si colorano, il luogo diventa tappa quasi rituale. Salire fin quassù significa non solo ammirare un panorama straordinario, ma anche fermarsi a riflettere sul valore della vita e della memoria. La croce, visibile da lontano, continua a vegliare silenziosa su questo balcone naturale, ricordando a chi arriva il peso degli anni recenti e la forza della comunità.

Scopri, Dente di Montenero

Pieve della Nera

Luogo di culto dedicato a San Giovanni Battista

La pieve della Nera edificata al culto di San Giovanni Battista, fu costruita intorno all’anno Mille. Sorge isolata su una propaggine collinare e boschiva prospiciente il torrente Strolla e Monte Nero. La sua pianta è rettangolare ed ha un ingresso assiale in facciata. La struttura portante è in muratura a sacco costituita da due paramenti interni ed esterni a faccia vista riempiti con materiale di varia natura e pezzatura lavorato insieme ad una grossa quantità di malta.

L’ingresso, oggi crollato, era sormontato da una ghiera lavorata. Sopra di esso vi è una finestra della quale rimangono solo gli stipiti e la piattabanda in mattoni. Sovrapposto, alla destra della facciata è collocato un campanile a vela in mattoni. Entrando puoi notare le pareti intonacate: in alcune zone dove l’intonaco si è staccato è visibile la muratura in conci di pietra quadrata con giunti di malta raso, mentre dove il paramento interno è franato, insieme al riempimento del sacco, si può scorgere la parte posteriore dei conci di facciata. Il pavimento è in pianelle in cotto messe in opera a spina di pesce.

> Scopri, Pieve di San Giovanni Battista

Un luogo abbandonato all’incuria

Il cimitero alle pendici del castello

Il cimitero alle pendici del Castello della Nera, appena dopo la pieve, appare oggi come un luogo sospeso nel tempo, silenzioso e quasi dimenticato, racchiuso entro un basso muro in pietra sormontato da coppi antichi. L’ingresso è segnato da due pilastri in mattoni ormai consunti, tra i quali sopravvive un vecchio cancello in ferro, piegato e aperto come se nessuno lo avesse più richiuso da decenni. All’interno, l’erba alta e spontanea ha riconquistato lo spazio, cancellando quasi del tutto i percorsi originari. Sparse qua e là emergono poche lapidi, alcune inclinate, altre quasi inghiottite dal terreno, testimoni mute di una memoria che lentamente si dissolve.

Sul fondo si erge una piccola cappella in pietra, semplice e austera, con l’arco superiore segnato da mattoni rossi e una porta lignea ormai deformata dal tempo. Le pareti mostrano crepe e tracce di intonaco perduto, segni evidenti di un abbandono prolungato. All’interno, il pavimento come il soffitto sono crollati, lasciando filtrare luce e detriti, mentre ciò che doveva essere un ossario comune affiora tra foglie secche e terra smossa. Resti di muratura, pietre e frammenti lignei si mescolano al suolo. Attorno, il bosco si sviluppa fitto, avvolgendo il perimetro con una barriera di alberi che filtra la luce in modo irregolare.

> Scopri, Cimitero di Monte Nero

I resti di un antico castello

Castello di Poggio Casalone

Tra le riserve presenti in Val di Cecina la Riserva Naturale di Monte Nero è la più piccola, ma non la meno importante. Ricoperta da verdi e ombrosi boschi a contrasto con gli aspri speroni di roccia che sbucano dai fianchi del monte, nasconde molti siti medievali. Su Poggio Casalone, ad esempio, c’era il castello! Oggi puoi vederne pochissimi resti, ma un tempo si innalzava a piccolo comune indipendente e si faceva chiamare con il nome di Castello della Nera, facendo riferimento proprio alla chiesa plebana sottostante dedicata a San Giovanni Battista.

L’espansione territoriale del complesso della Nera fu arrestata dall’invadenza del comune di Monte Voltraio. Agli inizi del Duecento fu al centro di una contesa tra il vescovo e il Comune di Volterra e poco dopo fu conteso tra Sangimignano con il vescovo Pagano da una parte e il Comune di Volterra dall’altra. Poi venne richiesto in pegno ai volterrani dalla Signoria di Firenze e infine se ne ritornò in dominio dei volterrani, entrando a far parte della civitas.

> Scopri, Castello di Poggio Casalone

Le tradizioni volterrane

Fonte del Latte

Lungo il tracciato che scende a valle della Riserva di Monte Nero, il cammino segue per un tratto una strada bianca che ricalca un antico percorso di origine medievale, utilizzato per secoli da pellegrini e abitanti della zona. In questo punto, quasi nascosta tra la vegetazione, una modesta struttura in pietra custodisce una sorgente conosciuta come Fonte del Latte della Nera. Accanto a un’imponente quercia secolare, l’acqua sgorga discreta ma costante, creando un angolo di quiete dove il viandante può fermarsi a rinfrescarsi e ritrovare il respiro del bosco.

Secondo la tradizione popolare, la fonte possedeva virtù miracolose e avrebbe favorito la produzione di latte nelle madri che ne bevevano l’acqua. Questo culto affonda le proprie radici in credenze antichissime, legate alla sacralità delle acque e alla fertilità femminile. Simili pratiche erano diffuse in molte aree dell’antica Etruria, ma sono quasi ovunque scomparse con il trascorrere dei secoli. Nel territorio volterrano, invece, tali consuetudini sono sopravvissute sorprendentemente a lungo e sono ancora oggi ricordate nella memoria collettiva. Ciò testimonia la straordinaria tenacia delle tradizioni locali, capaci di attraversare epoche e cambiamenti culturali senza dissolversi. Il luogo conserva tuttora un’aura arcaica, come se il tempo vi scorresse con un ritmo diverso rispetto al mondo circostante.

> Scopri, Fonte del Latte della Nera

Un guado spettacolare tra le cascate

Le cascatelle dello Strolla

Le Cascate dello Strolla si insinuano tra pareti rocciose scure e levigate, modellate nei secoli dalla forza incessante dell’acqua, creando un ambiente selvaggio e sorprendentemente intatto. Dall’alto si osserva il torrente scavare profonde vasche naturali color smeraldo, dove la corrente rallenta prima di precipitare in salti successivi. Le rocce, lisce e arrotondate, testimoniano un’erosione antica che ha scolpito canali, scivoli e piccole marmitte, rendendo il paesaggio quasi primordiale. In alcuni punti l’acqua scorre su superfici ocra e dorate, segno della presenza di minerali che tingono la pietra di tonalità calde e inattese. Più a valle, le cascate si incanalano tra gole strette, dove il fragore dell’acqua rimbalza sulle pareti creando un’eco profonda e avvolgente. Le pozze sottostanti appaiono scure e tranquille, specchi immobili interrotti solo dal movimento della corrente.

I volterrani le chiamano semplicemente le cascatelle della Nera e, durante le estati torride, rappresentano una meta privilegiata per un bagno ristoratore. L’acqua, limpida e ombrosa, in alcuni punti è sorprendentemente gelida, quasi ghiaccio, offrendo un sollievo immediato dalla calura. La vegetazione mediterranea si aggrappa alle fessure della roccia, con arbusti e piccoli alberi che addolciscono l’asprezza del paesaggio e creano zone d’ombra preziose. L’accesso richiede tuttavia attenzione, soprattutto nel guado e durante la sosta, poiché le rocce levigate dall’acqua risultano estremamente scivolose.

> Scopri, Cascatelle dello Strolla