Dedicata a San Giovanni Battista
La pieve tra i boschi
La pieve della Nera edificata al culto di San Giovanni Battista, fu costruita intorno all’anno Mille. Sorge isolata su una propaggine collinare e boschiva prospiciente il torrente Strolla e Monte Nero. La sua pianta è rettangolare ed ha un ingresso assiale in facciata. La struttura portante è in muratura a sacco costituita da due paramenti interni ed esterni a faccia vista riempiti con materiale di varia natura e pezzatura lavorato insieme ad una grossa quantità di malta.
L’ingresso, oggi crollato, era sormontato da una ghiera lavorata. Sopra di esso vi è una finestra della quale rimangono solo gli stipiti e la piattabanda in mattoni. Sovrapposto, alla destra della facciata è collocato un campanile a vela in mattoni. Entrando puoi notare le pareti intonacate: in alcune zone dove l’intonaco si è staccato è visibile la muratura in conci di pietra quadrata con giunti di malta raso, mentre dove il paramento interno è franato, insieme al riempimento del sacco, si può scorgere la parte posteriore dei conci di facciata. Il pavimento è in pianelle in cotto messe in opera a spina di pesce.
Un bosco, una riserva naturale
Monte Nero
Fra Ulignano e La Nera si ergono il Monte Nero e il Monte Nerino, due colline delineate e solcate da profonde vallate scoscese. Esse fanno parte della Riserva Naturale di Monte Nero e, sebbene oggi le ritroviamo ricoperte da verdi e ombrosi boschi a contrasto con aspri speroni di roccia di gabbro e di serpentino, di colore tra il verde il nero e, in alcuni strati, rosso, nel Cinquecento si mostravano nude, prive di qualsiasi boscaglia.
Furono le frequenti operazioni di scavo a renderle spoglie: si effettuarono numerosi pozzi sondativi per sviluppare miniere, credutesi, d’oro. Magari si fosse trattato d’oro; in realtà la zona è una massa serpentinosa, caratterizzata da una sorta di minerale composto di terra, zolfo e sostanze metalliche che, per la loro lucentezza, hanno indotto molti a confonderlo con il più prezioso metallo.
Dopo aver rischiato per due volte di essere distrutto, in parte, anche per impiantarvi una cava di pietrisco sul versante della Strolla, Monte Nero oggi merita di essere ricordato per un meraviglioso percorso escursionistico ad anello. Una metà irripetibile per gli amanti delle scampagnate.
In territorio di Contrada
Contrada Sant’Agnolo
La Contrada di Sant’Agnolo, allora come ora, occupa un’ampia area densamente abitata, situata tra Porta a Selci, Piazza e Borgo Santa Maria, estendendosi oltre le mura medievali lungo l’antico asse viario che collegava Porta Fiorentina a Porta Diana. I suoi confini erano segnati dai botri di Docciola e di Broglio e dalle mura etrusche, e facevano capo all’allora Porta Sant’Agnolo, corrispondente all’attuale Porta Fiorentina. La contrada è ricca di luoghi storici ed è parte centrale per la movida volterrana. Le vie della contrada, un tempo denominate secondo le attività artigianali che vi si concentravano, testimoniano una vivace economia animata da maniscalchi, beccai, fornai, ceramisti e asinai, figure centrali per il trasporto delle merci volterrane. Oggi di bar, ristoranti, pizzicagnoli e negozi di vestiti.
Dal 1992 il territorio di Sant’Agnolo comprende anche una parte dell’antica Contrada di Castello, oggi caratterizzata dal grande Parco Enrico Fiumi e da un ampio territorio rurale che si estende verso il fiume Era, includendo località come Prato d’Era, Cozzano, Ulignano e Sensano.



