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Tradizioni pagane

La fonte del Latte

A valle della Riserva di Monte Nero tra Ulignano e Sensano il cammino percorre, per un tratto, la strada bianca di accesso ad una antica pieve. Il sentiero ricalca un antico percorso medievale, dove, degna di nota si può individuare anche la struttura in pietra di una piccola sorgente chiamata Fonte del Latte della Nera.

A fianco di una imponente quercia secolare, la Fonte del Latte della Nera sgorga un’acqua, che secondo le credenze popolari era ritenuta miracolosa ed aveva la proprietà di garantire il latte alle mamme che l’avessero bevuta.

Trattasi di reminiscenze pagane legate al culto antico delle acque e della fertilità, usanza documentata anche in altre parti di quella che fu l’Etruria, ma mai sopravvissute fino ai nostri giorni. Il caso di Volterra, come quello della Leccia, fa l’eccezione, poichè l’usanza si è tramandata almeno fino all’inizio del Novecento del secolo scorso, in barba alla modernità e alle scoperte della scienza.

Un bosco, una riserva naturale

Monte Nero

Fra Ulignano e La Nera si ergono il Monte Nero e il Monte Nerino, due colline delineate e solcate da profonde vallate scoscese. Esse fanno parte della Riserva Naturale di Monte Nero e, sebbene oggi le ritroviamo ricoperte da verdi e ombrosi boschi a contrasto con aspri speroni di roccia di gabbro e di serpentino, di colore tra il verde il nero e, in alcuni strati, rosso, nel Cinquecento si mostravano nude, prive di qualsiasi boscaglia.

Furono le frequenti operazioni di scavo a renderle spoglie: si effettuarono numerosi pozzi sondativi per sviluppare miniere, credutesi, d’oro. Magari si fosse trattato d’oro; in realtà la zona è una massa serpentinosa, caratterizzata da una sorta di minerale composto di terra, zolfo e sostanze metalliche che, per la loro lucentezza, hanno indotto molti a confonderlo con il più prezioso metallo.

Dopo aver rischiato per due volte di essere distrutto, in parte, anche per impiantarvi una cava di pietrisco sul versante della Strolla, Monte Nero oggi merita di essere ricordato per un meraviglioso percorso escursionistico ad anello. Una metà irripetibile per gli amanti delle scampagnate.

> Scopri, Monte Nero

Similitudini con la Leccia

Alla ricerca del latte

A volte capita di imbattersi, nelle nostre campagne, in vecchi lavatoi, tabernacoli, cappelle votive, antiche fonti: pezzi di storia il più delle volte ignorati e abbandonati al loro destino, al loro degrado. Per fortuna, e non mancano, ci sono persone che vanno alla ricerca delle radici più profonde della storia locale, impegnandosi nella loro riscoperta.

Luoghi da non perdere sono sicuramente le alture boschive della giurisdizione della Leccia, dove sita un’altra Fonte del Latte. È questa una delle tante sorgenti termali, celebrata anche dal medico di papa Sisto V, Andrea Bacci nel Cinquecento e da Giovanni Targioni Tozzetti nel Settecento, che gode della curiosa fama di far venire il latte alle madri che allevano i loro bambini. La sorgente, una fonte perenne leggermente tiepida, è in mezzo a un bosco di piante d’alto fusto presso al corso del Cornia.

Questa tradizione pagana tramandata fino a noi è stata molto probabilmente cristianizzata come è accaduto per molte altre credenze della Val di Cecina, fortemente legata alle vecchie religioni.

> Scopri, Fonte del Latte della Leccia

In territorio di Contrada

Contrada Sant’Agnolo

La Contrada di Sant’Agnolo, allora come ora, occupa un’ampia area densamente abitata, situata tra Porta a Selci, Piazza e Borgo Santa Maria, estendendosi oltre le mura medievali lungo l’antico asse viario che collegava Porta Fiorentina a Porta Diana. I suoi confini erano segnati dai botri di Docciola e di Broglio e dalle mura etrusche, e facevano capo all’allora Porta Sant’Agnolo, corrispondente all’attuale Porta Fiorentina. La contrada è ricca di luoghi storici ed è parte centrale per la movida volterrana. Le vie della contrada, un tempo denominate secondo le attività artigianali che vi si concentravano, testimoniano una vivace economia animata da maniscalchi, beccai, fornai, ceramisti e asinai, figure centrali per il trasporto delle merci volterrane. Oggi di bar, ristoranti, pizzicagnoli e negozi di vestiti.

Dal 1992 il territorio di Sant’Agnolo comprende anche una parte dell’antica Contrada di Castello, oggi caratterizzata dal grande Parco Enrico Fiumi e da un ampio territorio rurale che si estende verso il fiume Era, includendo località come Prato d’Era, Cozzano, Ulignano e Sensano.

> Scopri, Contrada Sant’Agnolo