Tra motivi floreali ed esseri mostruosi

Fantasy, Horror

Vi proponiamo una esperienza turistica per comprendere al meglio la città di Volterra; ci focalizziamo dunque su uno dei Comuni della Valdicecina per allungare la vostra checklist delle attività da fare. Con questo articolo vi illustriamo alcune evidenze del centro storico che spesso passano inosservate; sono consigli per gli amanti del fantasy, tra gli immaginari grotteschi, alla scoperta degli estetismi ottocenteschi dei draghi e degli esseri infernali; consigli ottimi anche per gli appassionati dell’horror, per una visione di una città stranamente occulta, specialmente se visitata nelle ore più buie.


Camminare per le strade del centro storico di Volterra può rivelare, agli occhi dei più curiosi, delle belle sorprese! Avete mai scoperto l’arte nascosta nei battenti dei portoni?

Battente, battaglio, mazzapicchio o bussarello; da quando l’uomo ha sentito l’esigenza di proteggere sé ed i propri beni all’interno di una casa, è nato non solo il bisogno di chiudere, ma anche l’esigenza opposta, quella di accorgersi di chi volesse segnalare la sua presenza al di fuori della abitazione e permettergli così di entrare. Ciò ha portato l’invenzione di un apposito strumento perfezionato nel tempo e chiamato battente o picchiotto.

Originariamente il battiporta consisteva in una forma semplice, un martelletto o un anello di ferro. Solo col passare del tempo, esso ha incominciato a divenire un vero e proprio oggetto d’arte, dalla forma ricercata e dalla doppia funzione: avvertire dell’arrivo di un visitatore e decorare ed abbellire le porte.

Nell’Ottocento, in epoca neoclassica, si diffusero molti modelli di battenti in ghisa dalle molteplici forme: alcuni esemplari sono ispirati all’antico Egitto, come quelli con le sfingi, altri suggeriti dal mondo animale, come leoni o meduse, ed altri ancora a decoro floreale, con testa di donna o rappresentanti una mano nell’atto stesso di battere alla porta.

Fin dai tempi più antichi, inoltre, ai picchiotti delle porte, oltre alla normale funzione di segnalare la propria presenza al di fuori dell’abitazione e di ausilio nella chiusura di porte spesso pesantissime, è stata data una funzione magica.

Ad essi viene attribuito il potere prodigioso di allontanare e vanificare le influenze cattive che potessero danneggiare la casa ed i suoi abitanti. Per questo motivo la maggior parte delle raffigurazione dei battenti mostrano facce umane minacciose o animali feroci.

FAUNI

In Via Sarti, sul portone del rinomato Palazzo Viti è presente un battiporta dal volto infernale. Un demone, un diavolo dai contorni fogliformi, che un tempo, prima della caduta delle vecchie religioni avrebbe potuto rappresentare un fauno romano, divinità cornuta a protezione della natura. Fin dall’origine dei tempi l’uomo ha sempre avuto la necessità di pregare una divinità in grado di proteggerlo ed è curioso sapere che il primo dio che la razza umana ha invocato per tali finalità è proprio un dio con le corna. Offre protezione!

> Scopri, Palazzo Viti


ANELLI MEDIEVALI

I battenti, così come molti altri elementi decorativi sono un chiarissimo esempio di come l’arredo esterno delle abitazioni e l’arredo urbano sono elementi inscindibili della stessa realtà. Agli occhi dei più attenti Volterra ha molti particolari da rivelare; curiosi sono anche i grossi anelli medievali e ottocenteschi che vediamo incastonati nei muri di pietra panchina. Sono dettagli che raccontano la storia, ai quali anticamente si legavano i cavalli e muli durante il passeggio in centro. Molti si trovano in Via Buomparenti, altri in Via Matteotti.

> Scopri, Via Matteotti


SATIRI

Provate ad addentrarvi nei vicoli più angusti o semplicemente ad osservare con più attenzione le vie principali, troverete molti dettagli interessanti e talvolta incredibili. Il Museo Guarnacci, tappa obbligatoria per comprendere meglio la città, ad esempio mostra un portone con due figure demoniache simili tra loro. Poco si sa di queste figure, ma sembrano dei satiri: gli orecchi a punta e la corona floreale che si estende sulla fronte destano curiosità, gli occhi pungenti e la bocca aperta invece suscitano inquietudine. 

> Scopri, Museo Etrusco Guarnacci


NANI

Giunti in Piazza Inghirami anche il palazzo delle antiche Officine Inghirami, dove oggi ospita il distaccato dell’Università di architettura di Detroit, si espone con un battiporta molto curioso. Un faccione nerboruto tiene tra i denti un anello decorato. Nasone, baffoni, pizzetto e uno sguardo truce sotto folte sopracciglia corrucciate. Il messaggio è chiaro: non addentratevi oltre senza invito ufficiale, altrimenti dovrete vedervela con tipi non troppo rassicuranti.

> Scopri, Volterra International Residential College


Tali maschere antropomorfe scaccia-maligno, più o meno terrificanti, derivano dalla simbologia e dalla mitologia della Magna Grecia; non a caso possiamo vederli sugli antefissi dei templi greci e romani ancora esistenti. Questa tradizione fu portata avanti anche dai costruttori romanici che fecero uso delle maschere apotropaiche (dal greco antico apotropao, “allontanare”) in pietra o in terracotta per arricchire l’aspetto delle chiese e delle cappelle. A Volterra è possibile vederle sulla chiesa romanica di San Michele e sulla chiesa di San Giusto Nuovo alla quale sono stati apposti in facciata molti resti archeologici della precedente chiesa di San Giusto, di matrice longobarda.