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Luoghi di culto sulla via pisana

La chiesa di Sant’Andrea Zoreardo

All’interno di Montebradoni si trova una chiesetta dedicata alle sante volterrane Attinia e Greciniana, chiamata per semplicità Oratorio del Pianuccio. È una piccola costruzione a pianta rettangolare con pochi elementi decorativi. Sul portale vi è un’iscrizione che ricorda Sant’Andrea Zoreardo, uno dei compagni di San Romualdo fondatore dei camaldolesi che a suo tempo volle qui questo luogo di culto. Sono due figure emblematiche che, in uno dei momenti più funesti per la fede cristiana, decisero di continuare a servire Dio, rifiutando una vita dedita ai rituali pagani al costo della morte. Furono entrambe uccise, una decapitata, l’altra trafitta con un dardo.

Dal 303 d.C. fino ad oggi si tengono festeggiamenti in loro onore, ma è solo nel Seicento che le loro figure ebbero una rinnovata attenzione; la notte prima della festa annuale delle due sante, si sentì udire la voce di due donne che stavano cantando un Te Deum. La notizia si diffuse con grande curiosità al punto che, non appena due anni dopo, la comunità accettò di costruire intorno al tabernacolo dedicato alle Sante la chiesa di San Andrea Zoerardo.

Porte nascoste

Le bellezze di Monte Nibbio

Il soffitto della chiesa è formato da due volte a crociera unite insieme; al centro è dipinto un Padre Eterno, con putti, chiuso da una cornice circolare resa a colore, capitelli su pilastri, resi anch’essi a pennello, sorreggono i pennacchi della volta. Due monofore ed un occhio centrale sopra l’ingresso sono le uniche fonti di luce. Entrando, si è attratti dall’affresco sopra l’altare raffigurante una Madonna con Bambino seduta su un trono e affiancata da quattro santi: le due titolari dell’oratorio, Attinia e Greciniana, San Benedetto e Romualdo.

Nelle sue vicinanze sono stati scoperti numerosi resti antichi: nelle sue pendici Nord ad esempio è stata trovata l’unica tomba preistorica databile all’eneolitico. Non si contano le numerosissime tombe villanoviane ed etrusche scavate nelle sue pendici, tanto che si è ipotizzato che la collina su cui è costruito l’abitato moderno fosse nell’antichità occupata da un villaggio villanoviano. Da vedere è anche la Porta di Montebradoni, sconosciuta ai più.

> Scopri, Porta di Montebradoni

In territorio di Contrada

Contrada San Giusto

La Contrada di San Giusto, un tempo sviluppata attorno alla chiesa di San Giusto al Botro e al Piano della Guerruccia, oggi non esiste più nella sua forma originaria a causa delle frane che nei secoli hanno inghiottito l’antico borgo e le chiese storiche. Il territorio è stato ricollocato più in alto su Monte Alboino, dove sorge la moderna chiesa di San Giusto, e prende oggi il nome di Borgo San Giusto, comprendendo anche le zone un tempo note come Prato Marzio, Montebradoni e Val Guinizinga. Storicamente la contrada era attraversata dalla via per Pisa e comprendeva numerose abitazioni, torri private e fonti importanti, mentre le opere difensive erano costituite dalle mura etrusche e da alcune torri isolate, tra cui l’ultima rimasta, la Torricella.

Un territorio densamente popolato, dove il fascino dell’antico convive con i casermoni edilizi degli anni Sessanta; nonostante il contrasto i punti di interesse storici rimangono di grande suggestione. Da qui si godono vedute panoramiche uniche sulle vallate sottostanti, tra le più spettacolari di tutto il centro storico. Lo stemma della contrada raffigura il santo patrono San Giusto con la bandiera del Popolo Volterrano.

> Scopri, Contrada San Giusto