Skip to main content

Uno spaccato dal sapore medievale

L’oratorio accanto alla porta superiore di San Felice

Accanto alla porta superiore di San Felice possiamo vedere l’Oratorio della Madonna del Gabellino. Venne costruita agli inizi del Settecento con il contributo degli abitanti della zona; per essa Giuseppe Arrighi dipinse una tela con una Madonna con Bambìno ed un San Felice. Sull’altare vi è un quadro raffigurante San Francesco di Paola, opera di lppolito Cigna, e in un tabernacolo è racchiusa l’immagine della Madonna dei Gabellieri.

Uno spaccato dall’ambientazione simil medievale veramente suggestivo. Di fronte all’oratorio inizia la ripida stradina trasversale che conduce alle Fonti di San Felice, una strada che collega l’asse viario principale della zona, Via San Lino, con le fonti e la porta di San Felice, da cui prende il nome; non ha andamento rettilineo, ma disegna una leggerissima S con le due quinte di case, dal tipico andamento scalettato, che scendono verso la porta di accesso alle mura. Le fonti, che danno il nome alla strada ed al quartiere, erano così chiamate per l’esistenza, nelle vicinanze, di una chiesa intitolata a questo santo, da identificarsi non con l’oratorio che si trova a ridosso della porta, ma con un’altra oggi scomparsa.

Cosa puoi vedere in questa zona?

Via San Felice

Via San Felice è un antico collegamento urbano che unisce Via San Lino con la Porta e le Fonti di San Felice, seguendo un leggero andamento a “S” tra abitazioni con impianto urbanistico risalente al Trecento. La strada prende il nome da fonti storiche e da una chiesa dedicata a San Felice, oggi scomparsa, e si sviluppa lungo un contesto abitativo rinnovato nei secoli, con strutture prevalentemente ristrutturate nel Seicento e Settecento. Particolarmente significativo è Palazzo Campani, la cui parete laterale delimita l’ingresso della via, teatro nel 1944 di un tragico episodio bellico.

Alla fine del percorso si incontra la Porta Superiore di San Felice e, accanto ad essa, l’oratorio della Madonna del Gabellino. La via incrocia anche Via della Pietraia, che scende verso le antiche fonti offrendo scorci suggestivi sulle mura medievali e spazi verdi. Dalla strada si dirama inoltre Vicolo Campani, un breve passaggio voltato che conduce al Giardino degli Avelli, un angolo nascosto della città dove si svela il prospetto retrostante dei palazzi di Via San Felice.

> Approfondisci, Via San Felice

In territorio di Contrada

Contrada Santa Maria

Questo punto di interesse fa parte della Contrada di Santa Maria. Oggi Contrada di Santa Maria conserva nel suo tessuto urbano l’eredità di quell’antico Borgo Santa Maria che nacque all’ombra del potere episcopale volterrano. Le vie come Ricciarelli, San Lino e Mandorlo mantengono ancora la struttura originaria che si formò tra XIII e XIV secolo, quando le case si espansero attorno al convento francescano e all’area del Mandorlo. La presenza della chiesa di San Francesco continua a essere un riferimento identitario, richiamando il tempo in cui il convento era il più grande della città. Nella vita di contrada, i colori bianco e azzurro evocano il legame storico con il culto mariano, risalente alla simbologia medievale.

Questo territorio, che nel 1992 ha inglobato parti di Piazza e Fornelli, ha sotto di se gran parte del centro storico, ma oggi essendo per lo più di vocazione turistica, la zona non è così popolata come un tempo; si sono preferite zone più moderne, ma chi ancora la abita vive in una impareggiabile estetica, tra mura e scorci suggestivi che furono difesi nei secoli.

> Scopri, Contrada Santa Maria