Uno spaccato dal sapore medievale
L’oratorio accanto alla porta superiore di San Felice
Accanto alla porta superiore di San Felice possiamo vedere l’Oratorio della Madonna del Gabellino. Venne costruita agli inizi del Settecento con il contributo degli abitanti della zona; per essa Giuseppe Arrighi dipinse una tela con una Madonna con Bambìno ed un San Felice. Sull’altare vi è un quadro raffigurante San Francesco di Paola, opera di lppolito Cigna, e in un tabernacolo è racchiusa l’immagine della Madonna dei Gabellieri.
Uno spaccato dall’ambientazione simil medievale veramente suggestivo. Di fronte all’oratorio inizia la ripida stradina trasversale che conduce alle Fonti di San Felice, una strada che collega l’asse viario principale della zona, Via San Lino, con le fonti e la porta di San Felice, da cui prende il nome; non ha andamento rettilineo, ma disegna una leggerissima S con le due quinte di case, dal tipico andamento scalettato, che scendono verso la porta di accesso alle mura. Le fonti, che danno il nome alla strada ed al quartiere, erano così chiamate per l’esistenza, nelle vicinanze, di una chiesa intitolata a questo santo, da identificarsi non con l’oratorio che si trova a ridosso della porta, ma con un’altra oggi scomparsa.
In territorio di Contrada
Contrada Santa Maria
Questo punto di interesse fa parte della Contrada di Santa Maria. Oggi Contrada di Santa Maria conserva nel suo tessuto urbano l’eredità di quell’antico Borgo Santa Maria che nacque all’ombra del potere episcopale volterrano. Le vie come Ricciarelli, San Lino e Mandorlo mantengono ancora la struttura originaria che si formò tra XIII e XIV secolo, quando le case si espansero attorno al convento francescano e all’area del Mandorlo. La presenza della chiesa di San Francesco continua a essere un riferimento identitario, richiamando il tempo in cui il convento era il più grande della città. Nella vita di contrada, i colori bianco e azzurro evocano il legame storico con il culto mariano, risalente alla simbologia medievale.
Questo territorio, che nel 1992 ha inglobato parti di Piazza e Fornelli, ha sotto di se gran parte del centro storico, ma oggi essendo per lo più di vocazione turistica, la zona non è così popolata come un tempo; si sono preferite zone più moderne, ma chi ancora la abita vive in una impareggiabile estetica, tra mura e scorci suggestivi che furono difesi nei secoli.



